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Fattori Facilitanti
il tradimento:
Mancanza di attenzione
Mancanza di affinità
elettive
Carenza affettiva
Insoddisfazione sessuale
Dimostrazione della
propria virilità (negli uomini)
Dimostrazione
della propria capacità di seduzione
Crisi di mezza età
Desiderio sessuale
Desiderio di avventura e di trasgressione
Timore di una eccessiva intimità
Fine della progettualità di coppia
Passione improvvisa per un'altra persona
Tentativo di rottura della relazione
Non voler più essere un genitore sostitutivo
Evasione dal grigiore quotidiano e di coppia
Reazione di vendetta al tradimento dell'altro
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"Non si finirà mai di tradire"
sembrerebbe una frase fatta o, semplicemente relativa ai nostri tempi.
Invece, se pensiamo alla storia dell’umanità troviamo che spesso i
tradimenti sono state cause di guerre o di pace improvvise.
Kinsey, negli anni ’40 nel rapporto sul
comportamento sessuale degli americani, ha messo in luce che almeno un
marito su due aveva cominciato una relazione extraconiugale prima dei 40
anni e che il 26% delle donne faceva lo stesso.
Se pensiamo altresì che non sono
trascorsi molti anni, una quarantina per la precisione, da quando in
Italia l'adulterio era punito dalla legge e neanche una trentina da
quando costituiva ancora una valida attenuante nel cosiddetto “delitto
d'onore “.
Dopo pochi decenni la stessa parola
adulterio ha tutta l'aria di essere diventato un termine demodè, che
suscita associazioni bibliche o richiama alla mente le tremende
punizioni della sharia islamica. In effetti, anche nei passi evangelici
troviamo l’adultera che viene condannata alla lapidazione e che viene
salvata da Gesù con la tipica frase “chi è senza peccato scagli la prima
pietra”.
In effetti, pur essendo allora, come lo è ancor oggi, un
comportamento riprovevole, veniva e viene ugualmente condotto. A
nulla sono servite le numerose rivoluzioni sessuali, rispetto
all'esclusività dell'affetto nelle coppie stabili di qualsiasi tipologia
esse siano, il tradimento si digerisce molto difficilmente.
Chi lo subisce viene investito da un tempesta di emozioni, dalla rabbia
alla tristezza, passando per la vergogna e l'impotenza.
Anche se, come sostiene la psicologa
Bettsy Stone non esistono "vittime innocenti" e "vili traditori", ma il
tradimento avviene tra due persone che partecipano entrambe alla
costruzione della situazione extraconiugale, l'esistenza della relazione
adulterina è indice di un equilibrio emozionale squilibrato nella
coppia.
Infatti, il traditore non è solo colui che tradisce, che inganna, che è
subdolo ma è anche colui che affronta diversamente una crisi di coppia,
rendendosi conto dell'effettiva realtà. Spesso una relazione è
caratterizzata dalla stanchezza, dalle incomprensioni, dai continui
litigi, dalla mancanza di una progettualità futura, dal venir meno di un
autentico sentimento.
In questo caso il tradito è colui che minimizza, che fa finta di niente,
che non parla, aspettando una possibile soluzione che non c'è o che il
tempo sistemi, non si sa come, il tutto. Al contrario del traditore che
affronta la dura realtà della disfunzionale relazione di coppia,
rompendo in qualche modo il silenzio e l'indifferenza, non in maniera
esplicita, ma in maniera implicita attraverso il tradimento.
Sintetizzando, in maniera molto forte, e come se il tradito avesse
costretto l'altro a tradire.
Al riguardo bisogna sfatare un luogo comune, in questi casi. In un
tradimento soffre non solo chi è tradito ma anche chi tradisce e le
colpe non sono solo di quest'ultimo.
Davanti ad un tradimento, al di là
se è stato "confessato" o "scoperto", entrambi i membri della coppia
devono avviare una seria e profonda riflessione sul perché e come sia
successo. Se alla conseguente e naturale esplosione di rabbia e dolore
segue la riflessione accennata il tradimento acquisisce una funzione di
rottura di un equilibrio di coppia apparente e patologico a tratti.
Per avvenire tale riflessione, il tradito deve accantonare un po’ la
propria rabbia, cercare di "leggere" diversamente il tradimento, vederci
quasi una "richiesta d'aiuto" da parte del traditore affinché si
affrontino finalmente le problematiche di coppia. E quella che può
sembrare una sconfitta si può trasformare in una vittoria perché può
rivitalizzare la relazione e gettare le basi per un nuovo sentimento ed
una nuova progettualità di coppia.
La Pof.ssa Brown (1991) ha identificato alcuni dei messaggi relazionali
presenti nei tradimenti:
Relazione che evita il conflitto
Nelle relazioni di questo tipo l’infedele, marito o moglie che sia, è il
più insoddisfatto della vita matrimoniale ed inizia una relazione extra
– coniugale in modo da essere scoperto e, quindi, mettere in luce tutte
le problematiche del matrimonio. Sul piano cosciente, il traditore si
lamenta di una mancata attenzione da parte del partner. Generalmente, in
queste coppie la comunicazione è limitata in modo da evitare conflitti.
Hanno difficoltà a negoziare i conflitti ed utilizzano il tradimento
come messaggio e, quindi, se non vengono risolti i problemi
comunicativi, il perdono non sortisce nessun tipo di effetto se non
quello di costruire ulteriori tradimenti.
Relazione che evita l'intimità
Si tratta di coppie che hanno difficoltà ad esprimersi i sentimenti, in
cui paradossalmente il tradimento assume il significato del desiderio
dell’altro/a. E come se attraverso la relazione extraconiugale si
volesse dire “desidero stare con te”. Sicuramente ambedue i coniugi
provengono da famiglie con un alto grado di conflittualità e con
difficoltà di espressione delle emozioni. Hanno imparato che esprimere
le emozioni potrebbe essere pericoloso o portare conseguenze spiacevoli
come nei casi di molestie e stupri. Infatti, i due coniugi hanno paura
di diventare vulnerabili e, quindi, alzano delle barriere ben protette
piene di ansie e paure.
La loro relazione è contraddistinta da offese
continue, da critiche e di sarcasmo che spesso coinvolgono anche altri
come i figli andando a costituire interazioni di tipo triangolare in cui
per parlare con l’altro si passa attraverso un’altra persona. La collera
presente in queste relazioni spesso diventa una spirale che serve ad
evitare l’intimità. Infatti, il partner viene spesso dipinto come
incurante, al contrario, dell’amante che prende il ruolo di cavaliere o
dama sul cavallo bianco. La relazione extraconiugale, comunque, è
anch’essa paradossale poiché è fatta di fantasie romantiche senza
intimità. Questo tipo di coppie reagiscono bene alle terapie di coppia
poiché riscoprono i loro sentimenti e le loro emozioni.
Fissazione sessuale
È il messaggio insito nel tradimento di quanti cercano approvazione e
amore senza mai essere soddisfatti o poterne trovare.
Si tratta di
persone che apparentemente non sono cresciute e sono continuamente alla
ricerca del riconoscimento pubblico. Infatti, le relazioni
extraconiugali o le eventuali conquiste in campo sessuale devono essere
pubblicizzate in modo da ricevere una ricompensa sul piano psicologico.
Generalmente, i traditori di questo tipo sono uomini e in particolare
quelli del meridione d’Italia. Quest’ultimi vengono educati al mito del
“supermaschio” che non può assolutamente sottrarsi rispetto alle
attenzioni delle donne ed anzi debbono continuamente corteggiare e attenzionare le donne per evitare di essere sminuiti nel loro ruolo.
Nella pratica clinica addirittura troviamo uomini che di fronte a
problemi di natura sessuale tendono ad aumentare, in maniera quasi
spasmodica e a volte anche smodata, le attenzione verso le altre donne
in modo da dimostrare alla moglie che è lei la causa dei loro problemi.
In questa tipologia rientrano tutti quelli che fanno corrispondere la
oro stessa esistenza e potenza con l’erezione per cui l’assenza
costituisce una ferita narcisistica difficile da accettare. Nei
cambiamenti di costumi sessuali, comunque, stiamo assistendo ad un
fenomeno tipicamente femminile in cui le donne per dimostrare di essere
emancipate e totalmente libere, soprattutto quando la loro indipendenza
non viene riconosciuta dal partner, tendono a mettere in atto le stesse
condotte che prima erano una tipicità esclusivamente maschile.
I
matrimoni in questi tipi di relazione tendono a durare molto ed anzi,
paradossalmente, i problemi nella coppia iniziano nel momento in cui
l’infedele esce dal proprio ruolo.
Relazione nido vuoto
La relazione extraconiugale si inserisce all’interno di matrimoni nati
per un bisogno di sicurezza di entrambi i partner in cui c’è sempre
stato uno sforzo enorme nel tentativo di far funzionare la relazione di
coppia. Infatti, le relazioni extraconiugali durano tantissimo tempo
(addirittura possono accompagnare il matrimonio per tutta la sua durata)
senza mettere comunque in discussione il matrimonio. I partner
generalmente concentrano le loro attenzioni verso i figli e cercano,
attraverso il tradimento, di trovare le soddisfazioni che non trovano
all’interno del matrimonio.
Generalmente non dividono più la camera da
letto e la comunicazione si limita al quotidiano. Non ostentano la
relazione come i sessuali, sono preoccupati dall'incapacità di agire
bene sia nel matrimonio che nella relazione extraconiugale, che diventa
una cosa seria che può durare 5 o 10 anni o più. Fino a oggi le donne
sembrano non farne parte, ma stanno iniziando.
Vi sono due varianti
della relazione extraconiugale, quella in cui il significato è di una
bravata ed è come la relazione chiamata ultima chance. E' la crisi
dell'uomo di mezz'età sebbene la cosa sia più complessa. E si ha con una
donna molto più giovane, il matrimonio non è morto, ma malato. Solo i
figli li legano, ma se hanno lasciato casa non hanno più questa
funzione. La relazione extraconiugale rinvigorisce, eccita, fa sentire
giovani e fa fare cose che si pensava non si potessero più fare. L'altra
tipologia è quella in cui i mariti, con un matrimonio durato anni,
desiderano lasciare la moglie, ma sembra loro difficile e passano meno
tempo possibile a casa e inventano scuse per assenze notturne.
La
relazione extra matrimoniale è lunga, la moglie brontola, ma convive con
la situazione. L'uomo infedele in questa versione è sempre depresso
anche se le sue energie sono tutte incanalate nella sua carriera
lavorativa. Se va dal terapeuta chiede di separarsi.
Sebbene i motivi della relazione extraconiugale siano gli stessi, i
modelli per la donna infedele sono diversi in questo caso. È di solito
più giovane del marito, e i bambini sono ancora a casa. Cerca un uomo
della stessa età sposato o no. La relazione comincia come un'amicizia,
forse sul lavoro. Una volta coinvolta, vuole tenere segreta la
relazione. La società è dura con la donna che ha un amante ed essa ha
paura di perdere i bambini, la sicurezza economica e gli amici, se viene
scoperta.
La donna crede che se vi è un problema nel matrimonio è dovuto a
qualcosa che lei ha fatto. La situazione tipica è che lei vuole una
famiglia come ha sempre desiderato e se il marito non condivide lo
sforzo, essa cerca di trovare compensazione alla sua assenza. Dopo il
matrimonio, il marito può aver avuto una relazione extraconiugale, ma
anche se scoperta, lei la trascura per il bene della famiglia, sebbene
gli faccia sapere che è molto ferita. Depressa alterna sentimenti di
colpa, non rigetta il marito e si sente distrutta.
In questi casi è possibile che si creino rapporti non soddisfacenti tra
i coniugi, si resta insieme ma si continua a pensare all'altro. Le donne
di solito scelgono di mantenere il matrimonio e la relazione
extraconiugale può continuare fino alla morte.
Relazione con uscita di casa
La relazione extraconiugale serve solo a sancire al fine del matrimonio
anche se spesso e in maniera errata viene considerata la causa della
separazione.
Generalmente si inserisce all’interno di una relazione
logora in cui non vi è più attrazione tra i due partner. Infatti, il
messaggio insito nel tradimento è: sono ancora desiderabile e attiro
l’attenzione degli altri. Di fatto il terzo/a serve semplicemente a
rompere il matrimonio tant’è che spesso seppure si dica che non si
desidera essere scoperti, si lavora proprio in quest’ultima direzione.
L’amante serve, quindi, dapprima ad essere il contenitore delle
insoddisfazioni e poi per sancire la rottura del legame matrimoniale.
Infatti, spesso il nuovo legame si legalizza attraverso un nuovo
matrimonio che comunque è destinato al fallimento poiché la nuova
compagna non aveva altro scopo che quello di rompere un rapporto di
coppia logoro.
Dalla disamina di questi messaggi non si può non concludere che il
tradimento essenzialmente si inserisce in una crisi di coppia che se non
opportunamente trattata attraverso una terapia di coppia può portare
alla rottura del matrimonio.
Il tradimento, tra l’altro, comporta una serie di conseguenze sia in chi
lo effettua che in chi lo subisce. La rivelazione o la scoperta del
tradimento del partner, infatti, è spesso un’esperienza drammatica e
assimilata da alcuni autori ad un evento traumatico.
La sua scoperta provoca intense e imprevedibili emozioni che possono
variare dalla rabbia intensa alla vergogna, dalla tristezza all’angoscia
al risentimento.
E’ spesso un episodio devastante per il partner ferito, che sconvolge la
percezione di sé stessi, della propria relazione di coppia e del proprio
partner.
Si può avere la sensazione di non riconoscere la persona che si ha
accanto e di non averla mai conosciuta realmente: si ha l’impressione di
trovarsi accanto ad un estraneo.
Il partner ferito può sperimentare pensieri intrusivi e immagini del
proprio compagno con l’amante, desiderio di vendetta, estrema
agitazione, e altri sintomi riscontrabili nel Disturbo post traumatico
da stress come disturbi del sonno, ansia generalizzata,
irritabilità,
difficoltà di concentrazione e ipervigilanza.
Il partner coinvolto nel tradimento sperimenta un cambiamento nella
percezione di sé come persona onesta e dei propri valori personali,
prova spesso intensi sentimenti di colpa e confusione sulle cause che lo
hanno portato al tradimento.
La psicoterapia di coppia è molto utile per affrontare e superare la
fase iniziale della crisi, a volte drammatica e molto intensa a livello
emotivo, che segue la scoperta o la rivelazione del tradimento del
partner.
Il superamento della crisi iniziale, può aiutare i coniugi a riflettere
sulla loro relazione, sulle cause che possono aver contribuito al
tradimento, sul suo significato e ad avere un’idea più chiara di sé, del
partner e del proprio rapporto.
Questo può aiutare a prendere decisioni riguardo al matrimonio
(relazione di coppia), con maggiore chiarezza e consapevolezza, non per
reazione alla crisi.
La crisi di coppia innescata dal tradimento dovuto ad una relazione
extraconiugale può divenire un’ opportunità potenzialmente importante
per entrambi i coniugi per sentirsi coinvolti nel mondo emotivo dell’
altro/a e per ricostruire la relazione coniugale su nuove basi in modo
da permettere a entrambi i coniugi di soddisfare le proprie necessità.
Il CE.S.TE.C. (Centro Siciliano per la Terapia di Coppia) si occupa del
trattamento delle coppie per evitare che la crisi coniugale possa
giungere ad effetti drammatici come il tradimento e la stessa rottura
del legame matrimoniale e , comunque, per trasformare la relazione
extraconiugale in una opportunità di crescita della coppia. Per fare ciò
utilizza un metodo psicoterapico breve che si conclude all’incirca in 10
– 15 incontri di cui i primi 6 a cadenza settimanale e i successivi a
cadenza quindicinnale e mensile.
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