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La vita di
coppia segue un percorso di alcune fasi, con molti alti e bassi.
In un primo momento, avviene il classico colpo di fulmine in cui ambedue
i partner sono disponibili ad innamorarsi e provano una forte attrazione
anche di carattere sessuale. Dopo il corteggiamento classico, che spesso
viene vissuto a posteriori con grande rammarico, avviene il
fidanzamento. Inizia in questo momento la fase dell'amore romantico vero
e proprio caratterizzato da grande passione in cui il partner diventa
l'unico motivo di vita che riempie le giornate e i pensieri. E' il
momento delle innumerevoli telefonate giornaliere, degli incontri
continui, del non potersi staccare l'uno dall'altro. In questa fase il
partner, a seconda dei casi, è il principe azzurro o la bella
principessa.
Dopo un po' la vita romantica entra nel tran tran quotidiano e iniziano
a venir fuori i lati negativi: il principe azzurro inizia a trasformarsi in un uomo normale,
noioso e brontolone, la principessa è ipercritica, esigente e non così
bella come sembrava all'inizio.
A questo punto iniziano i conflitti tra
i due partners finché non iniziano a pensare al divorzio.
Le coppie, infatti,
arrivano in psicoterapia nel momento in cui si sentono paralizzate da
tutta una serie di problematiche, presenti all’interno della loro
relazione, che conferiscono un profondo stato di malessere ad entrambi e
a cui, da soli, per quanti sforzi facciano, non riescono a trovare una
soluzione efficace.
La psicoterapia di coppia è spesso l’ultimo passo
prima di arrivare alla separazione.
E come se prima di recarsi
dall’avvocato i due coniugi si dessero un’ultima possibilità di salvare
il matrimonio.
A volte sono d’accordo entrambi nell’iniziare il
percorso terapeutico, mentre in tante occasioni è solo uno dei due
coniugi a cercare le possibili soluzioni e l’altro accetta solo per
evitare di essere considerato il colpevole della rottura del legame di
coppia.
In queste situazioni il terapeuta si trova a sfuggire alla
possibile triangolazione della coppia.
Infatti, il primo tentativo dei
coniugi è quello di ricostruire all’interno della stanza di terapia, il
loro menage familiare in cui ognuno dei due tenta di addossare tutte le
responsabilità all’altro. Si comportano come se fossero a casa cercando
continue conferme da parte del terapeuta che viene visto come il giudice
che dovrà stabilire chi dei due ha ragione.
E’ in questa prima fase che
bisogna guardare alle problematiche di coppia in una nuova prospettiva
che in qualche modo superi i vissuti della vita quotidiana spesso
intrisi da una sofferenza psichica che investe ogni ambito della vita a
due. Infatti, le relazioni sono spesso caratterizzate da aggressività e
litigiosità e sfociano in un progressivo allontanamento fino ad arrivare
all’indifferenza. Ogni parola, ogni comportamento diventa un pretesto
per litigare e la vita quotidiana si trasforma in disagio, intolleranza,
insoddisfazione ovvero in tutto ciò che viene definito conflitto di
coppia.
I due partners non si rendono ovviamente conto che il loro
disagio spesso viene da lontano. Il rapporto di coppia, infatti, è un
sistema complesso di relazioni che si intersecano su diversi piani e che
coinvolgono numerose sfere della vita dell’individuo. La vita di coppia
viene influenzata dalle relazioni con le famiglie d’origine, dal tipo di
professionalità, dagli accordi economici più o meno espliciti, dalle
amicizie o dalle scelte riguardanti il modo di utilizzare il tempo
libero, dalla eventuale presenza di figli o ex mogli e da molti altri
fattori.
Eugenia
Scabini e Vittorio Cigoli ritengono che il rapporto di coppia si fondi
non solo su di un patto dichiarato - un patto che ha nel matrimonio la
sua visibilità a livello sociale, che è sostenuto dall'impegno e da una
progettualità comune connessa alla volontà di dare continuità alla
relazione - ma anche su di un patto segreto .
Quest'ultimo
rappresenta un intreccio inconsapevole di bisogni e speranze che nascono
dalla storia personale e familiare di ognuno e che ciascun partner si
aspetta di soddisfare all'interno della relazione di coppia . Sulla base
di questo intreccio si concretizza la scelta reciproca.
Si tratta
tuttavia di un patto segreto che a volte può essere praticato - rendendo
così possibile ai partner, attraverso il loro incontro, di soddisfare i
loro bisogni profondi, e di sperimentare una relazione appagante - e
altre volte non può esserlo in quanto i bisogni che i due partner
speravano di soddisfare reciprocamente vengono sistematicamente
disattesi. In questo caso a prevalere all'interno della relazione di
coppia saranno il disagio e il malessere e si potrebbe sperimentare
quell'ambivalenza dei sentimenti descritta da Catullo nei famosi versi
"Odi et amo: Quare id faciam, fortasse requiris.escio, sed fieri sentio
et excrucior." ("Odio e amo, mi chiedi perché, non lo so, ma sento che
accade e mi struggo"); oppure si potrebbe giungere a dire con Warkentin
che "Tutto è permesso in amore e in guerra. E il matrimonio è tutt'e
due".
Si potrebbe sintetizzare, insomma, che nel
conflitto di coppia i
coniugi litigano ma non sanno, o meglio sono inconsapevoli, su che cosa
litigano e, soprattutto, su come mai litigano.
Gottman
sostiene che non esistono coppie assolutamente felici: tutti, chi più
chi meno, durante la loro vita di coppia sperimentano dei conflitti, dei
litigi, dei momenti di tensione, più o meno forte.
Le coppie che
appaiono più felici tuttavia sembrano
avere un segreto: quello di saper gestire i conflitti, con affetto e
spirito di amicizia. Le coppie infelici non hanno questa capacità e per
questo ad un certo punto della vita decidono
di separarsi, senza cercare possibili rimedi, come quello di una
terapia
di coppia.
Il patto segreto si lega indissolubilmente con la generatività cioè con
una serie di regole e miti che vengono trasmessi lungo il susseguirsi
delle generazioni delle quali gli stessi partner sono totalmente
inconsapevoli.
Per questo motivo il nostro centro utilizza l’intervista
clinica generazionale del Prof. Vittorio Cigoli (Prof. di Psicologia
Clinica Università Cattolica di Milano - Dir. Alta Scuola di
Psicologia "A. Gemelli") e del Prof. Tamanza (Prof. Università
Cattolica Brescia), che da immediata letture delle regole che guidano i
nostri comportamenti all’interno del rapporto di coppia.
La psicoterapia
di coppia, infatti, è orientata alla ricostruzione di un quadro
complessivo delle dinamiche di coppia, dei reciproci comportamenti messi
in atto, e dei fraintendimenti che spesso sono alla base di un cammino
d’incomprensione.
La possibilità d’indagare anche le
dinamiche interpersonali – che portano a reagire alle difficoltà in un
certo modo caratteristico – permette di riaffacciarsi alla vita di
coppia con maggiore comprensione dei meccanismi, personali e di coppia,
che hanno portato alla crisi e che rischierebbero di riproporsi anche in
un altro eventuale rapporto di coppia futuro. La terapia di coppia
diventa in questo modo uno spazio onde poter risolvere i conflitti.
Il CE.SI.TE.CO. (Centro Siciliano Terapia di Coppia) con sede a Catania,
Palermo, Agrigento, Reggio Calabria, diretto dai Dott.ri
Vito Fabio
Paternò e Mariano Indelicato, per tutte le coppie in difficoltà
pratica un intervento terapeutico breve che si chiude nell’arco 10 – 12
sedute poiché se la coppia funziona trova in poco tempo la giusta
direzione, mentre quelle che non funzionano trovano un modo per potersi
separare senza creare ulteriori conflitti.
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