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Gottman sostiene che non esistono
coppie assolutamente felici: tutti, chi più chi meno, durante la
loro vita di coppia sperimentano dei conflitti, dei litigi, dei momenti
di tensione, più o meno forti.
La capacità di affrontare i conflitti è una delle più importanti
conquiste della coppia. Se è vero che una forte e continua
conflittualità è negativa per una serena vita di coppia, nemmeno
l’assenza di conflittualità è un sintomo positivo: nei momenti di
conflittualità ci si confronta, si immette nel sistema relazionale la
propria diversità, si arricchisce la vita di coppia di elementi di
originalità senza i quali la vita diviene ripetitiva e perciò noiosa, o
quantomeno poco interessante.
Wallerstein & Blckeslee in una loro ricerca del 1990 affermano che quasi
tutte le coppie felici considerano il partner come il loro migliore
amico.
Una buona comunicazione sembrerebbe essere un elemento fondamentale per
la riuscita del rapporto di coppia e, quindi, per superare anche gli
inevitabili conflitti. Sicuramente, non basta la comunicazione perché
due persone vivano per sempre felici e contente. Ma, se due persone
sanno parlare, ascoltarsi e capire il punto di vista dell'altro, il loro
rapporto sarà più armonioso e soddisfacente e troveranno più facilmente
una soluzione ai loro problemi.
Ogni coppia che " scoppia", al contrario, è infelice per un
motivo diverso: ma nelle coppie che non durano, si trova un elemento
comune : una cattiva comunicazione.
Nei casi più gravi, le persone hanno smesso persino di litigare:
semplicemente non si parlano, se non per darsi delle comunicazioni di
ordine pratico. Ognuno non sa quello che l'altro pensa o prova, anche se
spesso è convinto di saperlo.
Ciascun membro della coppia si fa la
propria vita, vive nel suo mondo : i due coniugi sono come due rette
parallele che non si incontrano mai. Entrambi sono profondamente
infelici, ma evitano di esprimersi la loro delusione per cercare di
mantenere la pace. Fingono con gli altri e se stessi di essere più
felici di quello che sono, cercando di minimizzare i problemi e di
evitare il conflitto.
In questo casi si parla di “coppie in stallo” contraddistinte da
una relazione che potrebbe essere sintetizzata nel seguente modo: “né
con te nè senza di te”. Le coppie in stallo, con un grado di
conflittualità elevato, non hanno una vita soddisfacente ma non riescono
neanchè a separarsi.
Esse possono funzionare bene sul piano pratico organizzativo (la casa, i
figli, l’economia della famiglia, i rapporti con il parentado...) ma non
sviluppano un grado d’intimità intellettuale, emotiva nonché sessuale
che sia appagante per entrambi. Il fatto che possano vivere insieme
diversi anni e che magari a un certo punto uno dei due esca
completamente dalla coppia per ragioni sopraggiunte (spesso un
innamoramento) non significa che prima di allora non fossero in crisi.
La crisi c’era ma non era stata affrontata.
Ci sono invece coppie che entrano in sofferenza facilmente,
dichiarandosi in crisi alla prima avvisaglia, se questa è seria. Un’alta
conflittualità mal gestita, o una relazione sbilanciata che procura più
sofferenza che piacere di stare insieme, forti crisi di gelosia,
problemi sessuali, rapporti difficili con le famiglie
d’origine e altri problemi possono portare la coppia a riconoscere
la situazione di crisi e a cercare rimedi, prima di tutto all’interno,
con discussioni e tentativi di comprendersi e di cambiare i
comportamenti che suscitano forti tensioni e sofferenze. Sicuramente in
quest’ultimo caso non vi è assenza di comunicazione ma i due coniugi
esprimendo in maniera chiara i loro sentimenti e bisogni cercano di
trovare soluzione ai loro conflitti.
Non vi è dubbio che nascondersi i problemi ed evitare le discussioni è
il modo migliore per far finire una relazione.
Provare rabbia verso l'altro è un segnale che qualcosa non va
nella relazione. Sopprimere i sentimenti negativi per amor di pace
comporta il pagamento di un prezzo elevato: significa accumulare un
forte risentimento verso l' altro. Risentimento che con il tempo può
arrivare a distruggere completamente l'amore reciproco.
Sei vuoi avere un rapporto felice, devi imparare ad aprirti con il tuo
partner e discutere con calma di eventuali problemi, e a comunicargli
eventuali sentimenti negativi. Non lasciare che il rancore si accumuli.
Non pretendere nemmeno che il tuo coniuge ti legga nella mente. Quello
che per te può essere ovvio, per un'altra persona può essere non affatto
tale. In genere, le donne sono più restie, per una serie di
condizionamenti culturali, a chiedere quello di cui hanno bisogno. Ad
esempio, vorrebbero che il marito fosse più romantico,e premuroso ma non
vogliono chiederlo. "Se lui mi amasse" pensano " lo farebbe
spontaneamente".
E'importante rendersi conto che il fatto che qualcuno non sappia intuire
i nostri bisogni, non significa che non ci ami o che non ci tenga a noi:
significa solo che ha priorità un po' diverse. Quello che per noi può
essere molto importante (tipo festeggiare san Valentino, ecc), per lui
può non essere tale.
Chiedere quello di cui si ha bisogno (più passione, più romanticismo,
più sesso,ecc) sarà anche poco romantico, ma è il modo migliore per
ottenerlo.
Quando si parla di crisi di coppia, comunque, ci deve confrontare con un
modello di tipo positivo: quello delle coppie stabili.
Alcune ricerche psicologiche (Wallerstein & Blckeslee, 1995, Gottlieb,
1990) hanno cercato di capire quali sono i segreti delle coppie felici.
Sorprendentemente, le risposte date dalle persone felicemente sposate
erano molti simili:
• Considerano il partner come il loro migliore amico. Gli
confidano sogni, emozioni, progetti, sono aperti e sinceri l'uno verso
l'altro.
• Accettano l'altro così come è e non cercano di cambiarlo.
• Si concentrano sui lati positivi del partner, lo sanno apprezzare e
ringraziare per tutto quello che fa , anche per le piccole gentilezze di
ogni giorno.
• Si rispettano reciprocamente, hanno lo stesso potere all'interno della
coppia. Prendono insieme le decisioni importanti .
• Hanno lo stesso modo di vedere la vita : sono d'accordo sulle cose
importanti, sui valori di base e sugli obiettivi da raggiungere.
• Sanno come gestire i conflitti. Accettano di non essere d'accordo su
tutto, sono disponibili a fare dei compromessi. Esprimono l'aggressività
in un modo costruttivo.
• Stanno bene insieme e cercano di fare insieme delle cose interessanti.
Combattono la routine, cercando nuovi interessi.
• Sanno rispettare gli spazi dell'altro.
• Considerano il loro rapporto molto importante e sono disponibili ad
investire tempo ed energia per farlo funzionare.
Naturalmente nessun rapporto di coppia è così perfetto! Quello che
emerge da questa ricerca sono una serie di indicazioni, tratte
dall'esperienza di un vasto campione di coppie felicemente sposate, per
avere una relazione sentimentale appagante e duratura.
Al contrario a tutte la coppie in crisi, scatta un meccanismo
psicologico particolare: ciascuno considera il partner il principale
responsabile della situazione di tensione che si è venuta a creare. In
altre parole, ciascuno sente di essere dalla parte della ragione: è il
brutto carattere del partner il vero problema. E' inutile dire
che questo modo di vedere le cose causa dei grossi problemi alla
relazione: ciascun coniuge si arrocca sulle sue posizioni e cerca
invece di fare delle pressioni perché il partner cambi.
Ma non è possibile cambiare un'altra persona: il solo risultato che si
ottiene è quello di far sentire il partner poco capito, poco apprezzato
e poco amato.
Per migliorare il rapporto di coppia, occorre invece rendersi
conto delle nostre responsabilità nell’ aver contribuito ad instaurare
una situazione insoddisfacente.
Il rapporto di coppia è come una danza: bisogna essere in due per
ballarla. Perciò se modifico i miei passi , cioè le mie reazioni e i mie
comportamenti, anche il mio partner modificherà i suoi.
Frank Fincham e Steven Beach, esperti di psicologia delle relazioni
all'Università della Florida, hanno individuato sette segnali
comportamentali, caratteristici di un'insoddisfazione di coppia, che se
ignorati possono portare alla rottura definitiva:
Negare il sostegno al partner
Smettere di offrire (o di ricevere) sostegno e approvazione alla persona
che ci sta accanto è il primo segnale da prendere in considerazione e su
cui è necessario "lavorare". Perché è il comportamento di rifiuto che,
prima di ogni altro, determina un generale sentimento di malessere
psico-fisico.
Pensieri negativi in loop
Uno dei segnali di insoddisfazione nella coppia è dato dal circolo
vizioso di pensieri negativi e atteggiamenti ostili nei confronti
dell'altra persona. Che vanno dalla discussione perché il latte è finito
al covare l'idea di abbandonare il/la partner in un autogrill alla prima
occasione.
Lo schema "richiesta-rifiuto"
Voi esprimete a voce alta un dubbio relativo all'ultima visita dei suoi
genitori. Lui, prontamente, vi ignora sdraiandosi sul divano a guardare
la tv.
Un altro pericoloso segno di malcontento all'interno di un rapporto è il
sistema "richiesta-rifiuto", che denota una forte incomunicabilità. In
genere, è la donna ad avanzare richieste o lanciare argomenti di
discussione, mentre l'uomo, tra i due, è colui che tende a rifiutare il
confronto, isolandosi.
Convinzioni (ir)reali
Lui non è deciso. È troppo pigro. Ha pochi principi morali... Fare
ripetutamente l'inventario delle carenze del partner non è certamente il
modo migliore per mantenere l'armonia. Sembrerà strano, eppure quelle
"distorsioni cognitive", quelle "convinzioni irreali" che, specie nei
primi tempi, rendono la persona amata un essere pressoché "perfetto",
fanno bene alla relazione e sono determinanti ai fini della
soddisfazione di coppia.
Pertanto, finché l'interpretazione personale di ciò che altri
definirebbero "difetti" è positiva, tutto filerà liscio. In caso
contrario, meglio alzare le antenne e cercare di indagare su cosa
effettivamente non va più.
Le giustificazioni
Ha fatto tardi al lavoro, sei certa, per ragioni che non dipendevano da
lui? Oppure è una cosa che succede di continuo e pensi che potrebbe
facilmente trasformarla in un'abitudine? Le ragioni che attribuiamo al
nostro e al suo comportamento sono determinanti ai fini di una buona
intesa. Se l'ago della bilancia, anziché verso la giustificazione, tende
alla critica, è il caso di riflettere su quanto ci si sente soddisfatti
dalla relazione.
Discrepanza tra partner e ideale
"Mi piace e desidero un uomo come Brad Pitt". "Non ho intenzione di
accettare alternative" (nonostante un partner ci sia già...). Se la
mettete così, l'insoddisfazione è garantita.
L'evoluzione
Il grado di soddisfazione è associato alla percezione che la relazione
sia migliorata nel tempo. Se vi sentite in una sorta di "limbo
sentimentale", probabilmente non vi è stata grande evoluzione e forse è
giunto il momento di dare "una spinta" al rapporto. Nel bene o nel male.
Il CE.SI.TE.CO (Centro Siciliano per la Terapia di Coppia) a
Catania, Palermo, Agrigento, Reggio Calabria si occupa delle crisi di
coppia attraverso un percorso breve di circa 10 – 12 sedute trasformando
il conflitto in un momento di crescita.
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